Block notes

Note rapide, appunti, quando capita. Riprendendo da dove ho lasciato più di dieci anni fa, senza il tempo per scrivere qualche riga in più. Chi proprio vuole perdere un po’ di tempo, trova in archivio i testi degli anni 2000 e noterà che non è cambiato molto in giro. Allora c’erano tutte le premesse per il mondo di oggi, anche se tutti avevamo sottovalutato i sintomi peggiori perché sembravano troppo stupidi per avere un futuro! Cerchiamo di non ripetere sempre gli stessi errori.

 

  • 4 agosto. Si cominca il viaggio per tornare a casa. Questa vola la fila non si fa al traghetto, ma subito dopo il casello di Villafranca. Chilometri, per i lavori sul viadotto che durano da anni. Viale Giostra si fa ora in discesa, cercando di evitare chi salta fuori a ogni laterale: stesso spettacolo di pulizia comunque. C’è stato un tempo, anche lungo, in cui ci toccava dire: Speriamo bene, adesso prendiamo la Salerno-Reggio Calabria. C’è voluto molto ma l’anno modernizzata, così che adesso ci tocca dire: meno male che finalmente prendiamo la Salerno-Reggio Calabria. Si riparla di Conte, di ponte e di tunnel in Sicilia. Le strade …! E le autostrade!

  • 26 luglio. Se non fosse per la bellezza, il cibo e tutte le cose che fanno comfort della memoria, dovresti pensare male di tutto il resto. Come della disgrazia che ti capita al casello dell’autostrada di Santo Stefano di Camastra. Di disgrazia si tratta, quella di uscire al casello di Santo Stefano di Camastra dell’autostrada Messina-Palermo; capita a molti a quanto pare, senza rimedio da tempo, dolo o colpa non lo so. In un pomeriggio caldo di luglio, andando a Mistretta per la pasta reale (per ragioni di studio), esco verso il casello e già mi viene l’acquolina in bocca, se non fosse che dopo aver infilato il biglietto nella feritoia e una carta di credito, non succede niente. L’indicazione carte sul grande pannello sovrastante è la stessa che c’è in tutta Italia, Messina-Palermo compresa. Boh? Premo il pulsante rosso che dà tanto fastidio, ma tant’è, e una voce femminile risponde: un “che c’è?” lungo quanto può esserlo a Palermo. Mi dice che dovevo usare il bancomat, e mentre mi sembra inverosimile la cosa, comincio a dire che avrebbero potuto scrivere un cartello e prendo gli spiccioli per pagare, dato che il ticket non arriva a tre euro, sperando che la voce si materializzi in fretta come in qualunque altro posto in Italia, esce in fretta dalla feritoia un biglietto: si può pagare al casello o ai punti blu in autostrada. Va beh, a parte la stronzata preistorica del bancomat, che la casellante poteva materializzarsi, che poteva darmi il tempo di usare gli spiccioli, la pasta reale di Mistretta è troppo buona per arrabbiarsi troppo e pagheremo al ritorno. Ma quando mai! Al ritorno la casellante, con la voce più indolente del pomeriggio più assolato della Giara di Pirandello ci dice che quel casello non è abilitato a riscuotere in quel modo. Un Punto blu allora, dopo l’arrabbiatura per l’assurdità della cosa, e mentre prendo il biglietto per la direzione opposta scopro su Internet che l’unico punto blu a Messina è a Patti! Esco a Patti, ma al pomeriggio funziona solo un giorno la settimana, per un ora, altrimenti al mattino tutti i giorni, fino alle 13. Non è il pomeriggio giusto! Sono poi riuscito a pagare, tornando a Patti, perché avevo solo sette giorni per farlo. Gli addetti al Punto blu mi aspettavano, avvisati da qualcun-a che arrivava un rompic…. Tutto per pagare tre euro, e poi li arrestano al vertice!

  • 19 luglio Si rimette piede in Sicilia dopo dieci mesi. Si sbarca dal traghetto e per prendere le autostrade ci si trova a percorrere subito, obbligatoriamente, tutto il viale Giostra. Per uno che ha vissuto a Messina negli anni dell’Università e frequentava pure la palestra comunale al Ritiro è come essere tornato indietro di quarant’anni. E sono in molti a capire cosa voglio dire. Per tutti gli altri che sono sbarcati è il pessimo biglietto da visita della Sicilia, perché da qui devi passare, ma è come il Terzo Mondo. Almeno per arrivare a imboccar la salita di Boccetta prima c’era il lungomare, il Nettuno, qualche palazzo novecentesco, la villa alberata. È pure domenica e oltre alla bidonville c’è spazzatura ovunque. Questo lato del biblietto da visita è tutta del sindaco di Messina, ma è un protagonista … E poi quella che una volta era un’autostrada, dimenticata da anni dalla manutenzione, da anni di arresti di persone che conosci, e che è diventato solo un pericolo a ogni curva, in ogni galleria. Poi leggi di Conte, di ponte o di tunnel sopra o sotto il mare. Le strade, le strade …!

  • prima lasciamo perdere …