Cenni storici: Tyndaris

Data la sua antichità le prime notizie sulla storia della città di Tindari sono poche e frammentarie. Risulta comunque fondata come avamposto militare nel 396 a.C. da Dionigi I, tiranno di Siracusa, e dedicata ai Dioscuri, figli di Leda e di Tindaro, da cui avrebbe preso il nome. Nel periodo greco Tyndarys è ricordata ancora all'epoca di Ierone II, durante le sue campagne contro i Mamertini. Durante la prima guerra punica, insieme ad altri centri, passò spontaneamente ai Romani e al termine delle guerre contro Cartagine figurò tra le 17 città siciliane alleate e fedeli a Roma. Augusto nel 22-21 a.C. le conferì lo status di colonia, tant'è che nelle epigrafi si ritrova come "Colonia Augusta Tyndaritanorum". Ricordata come vittima dell'ingordigia di Verre, lo fu ancora di più per il disastro che nel corso del I° secolo, in una data variamente stimata e comunque prima della morte di Plinio, causò la scomparsa di metà della città, precipitata a mare per una frana o a seguito di un forte terremoto. Probabile sede episcopale, Tyndarys fu bizantina fino all'836, quando fu conquistata dagli arabi. Da qui in poi le notizie della città si perdono anche se pare che la decadenza definitiva debba farsi risalire alle conseguenze della conquista normanna: Ruggero d'Altavilla istituì a Patti nel 1094 il monastero benedettino del SS. Salvatore trascurando Tindari perché legata alla tradizione bizantina, e il monastero sarà punto di partenza per l'istituzione del nuovo vescovado (1122). Nel 1544 il pirata Ariadeno Barbarossa distrusse il Santuario di Tindari, risparmiando però la venerata immagine della Madonna Nera.

Di grande interesse, come noto, sono a Tindari le ricche testimonianze archeologiche che consentono di comprendere molti aspetti della sua storia antica, a cominciare dal teatro greco-romano, costruito con blocchi di pietra arenaria dai greci nel V secolo a.C. e modificato dai romani per adattarlo a circo, che ospita da molti anni importanti rassegne teatrali estive e altri spettacoli di rilievo. Notevoli anche gli altri resti, fra i quali la Basilica, monumentale edificio ad archi costruito dai romani con grosse pietre arenarie e destinato a pubbliche riunioni o a Ginnasio per lo svolgimento di esercizi atletici, resti di due abitazioni del I° secolo a.C. del tipo a peristilio con tablinium, terme, mosaici, le mura ciclopiche costruite da Dionigi. All'interno dell'Antiquarium sono poi conservati importanti reperti trovati sul luogo durante le campagne di scavi, molto attive soprattutto nel corso degli anni 50-60 del Novecento.

Tindari è legata al culto della Madonna Nera che prende appunto il nome dall'antica città, culto fra i più sentiti dell'intera Sicilia e non solo. Sul luogo dell'antico Santuario, inglobandolo, è sorto negli ultimi decenni quello moderno, ricco e imponente, visibile anche da molto lontano, giorno e notte, a dominio della rocca, lungo gran parte della rete viaria della costa settentrionale siciliana che da Messina conduce a Palermo. Dal piazzale del Santuario si gode poi il magnifico panorama, vera icona di questa parte della Sicilia, sui sottostanti laghetti di Marinello, oggi riserva naturale protetta e location usata spesso per riprese televisive e cinematografiche.

Tindari: la basilica

Tindari: resti di case romane