Storia: qualcosa di più
Schedati (e in tanti anche perseguitati) per le loro idee politiche - I signori di San Piero
Questa pagina ospita ulteriori informazioni sul paese di San Piero Patti: soprattutto notizie di carattere storico, ma anche su altri aspetti. È un piccolo contributo per chi ha la necessità o il desiderio di approfondire alcuni temi. La pagina è destinata a ospitare anche eventuali contributi esterni, sempre benvenuti.
Ai visitatori vanno date alcune avvertenze, a cominciare dal fatto che gli "approfondimenti" non sono, almeno nella maggior parte dei casi, frutto di indagini originali e quindi non costituitiscono un nuovo contributo alla conoscenza del paese. Essi vengono qui redatti solo con intenti divulgativi e, per quanto possibile, vengono citate le fonti.
Come si vedrà, qui non c'è molto di nuovo per chi ha già esplorato altre fonti, ma spero di fare comunque qualcosa di utile per coloro che invece sanno poco del paese e "vogliono saperne di più". Quando saranno disponibili invece contributi originali, o documenti inediti o scarsamente noti, questi saranno resi disponibili su Documenti per la storia.
Voglio comunque coltivare la speranza che anche attraverso questa pagina possa venire lo stimolo per nuovi studi e ricerche sul paese di San Piero e sul suo territorio (non solamente di carattere storico ma su ogni altro aspetto che possa riguardarlo). La speranza è riposta soprattutto nelle più nuove generazioni, che potrebbero conservare, e vivere, nonostante tutto, l'amore per il paese offrendo importanti e nuovi contributi alla sua conoscenza
SCHEDATI (E IN TANTI ANCHE PERSEGUITATI) PER LE LORO IDEE POLITICHE
Nel 1894, sotto il governo di Francesco Crispi, all’epoca dei Fasci siciliani - e dei tanti altri sommovimenti sociali che percorrevano in lungo e in largo il giovane stato unitario, sintomi dei malesseri sociali che rendevano più difficili da sopportare ingiustizie e disuguaglianze - fu creata dalla Direzione Generale di Pubblica Sicurezza un’anagrafe delle persone ritenute pericolose per l’ordine e la sicurezza pubblica. Fu istituito un ufficio con lo specifico compito di curare e aggiornare la schedatura di coloro che all’epoca potevano essere considerati oppositori politici: anarchici, repubblicani e socialisti, cui presto vennero aggiunti anche accattoni e senza fissa dimora.
Una intensa attività di sorveglianza alimentò nei decenni successivi un cospicuo archivio di fascicoli personali, cui attinsero i vari governi che si succedettero (anche se di formazione assai diversa da quelli crispini). Lo schedario cambiò nome con le leggi eccezionali del 1925 e del 1926, diventando Casellario politico centrale, e si ingrandì smisuratamente durante tutto il periodo fascista per la ben nota attività di sorveglianza e controllo esercitata dalla polizia. Agli oppositori politici in senso stretto si aggiunse un’ampia e talvolta indeterminata categoria di “antifascisti”, comprensiva persino dei componenti delle minoranze etniche. I relativi fascicoli si riempirono di informative, relazioni, verbali di interrogatori, provvedimenti di polizia e quant’altro.
Le note vicende del paese di San Piero Patti negli anni del Primo Dopoguerra hanno fatto sì che la schedatura riguardasse anche molti sampietrini, per un numero di schedati proporzionalmente smisurato rispetto all’intera popolazione. è opportuno che i nomi di quei sampietrini escano dal dimenticatoio, almeno come tardivo omaggio alla sofferenza che ebbero a patire per la loro adesione a ideali invisi ai regimi autoritari del tempo. E anche perché si ricomincia con le schedature … Seppure in modo e in misura differenti, quei nostri concittadini a causa delle loro idee pagarono spesso un alto prezzo, che in alcuni casi giunse al confino, all’esilio, alle bastonate e alla prigione.
Messi insieme i nominativi presenti nel Casellario Politico con quelli della la ricerca-tesi di Piero Bovaro sull’esperienza rossa del 1920-21, è stato possibile ricostruire la tabella qui sotto, che riporta i nomi dei sampietrini, l’attività svolta, il luogo dove vissero per lo più, la durata della schedatura, il motivo della segnalazione. Chi volesse approfondire potrà accedere personalmente ai fascicoli presso l‘Archivio di Stato a Roma, magari annotando prima gli estremi e altre indicazioni dei fascicoli archiviati, che si trovano on line, così da procedere con una ricerca immediata. Sarebbe un bel modo di recuperare la memoria recente del nostro paese.
Intanto, prima di scorrere con legittima curiosità la tabella, al visitatore del sito posso suggerire alcune elementari chiavi di lettura che da essa si ricavano a prima vista. Innanzitutto tutto le attività e le professioni svolte dagli schedati, che oltre a una forte presenza di contadini e braccianti – elemento caratteristico della San Piero rossa del ’20 e ’21 – vede anche molti artigiani e un numero significativo di professionisti che allora rappresentavano la “borghesia” del paese. Questa composizione indica con tutta evidenza una struttura sociale assai articolata, anche se parliamo di un secolo fa, più frequente in aree della Sicilia Orientale rispetto al resto dell’Isola per i molti motivi che i lettori sapranno e che qui non si possono ricordare. I lettori noteranno anche che le prime schedature, sul finire dell’Ottocento, riguardano persone che pur dalle loro posizioni di prestigio devono aver aderito a un socialismo idealistico, mentre in quelle successive il numero significativo di “comunisti” testimonia sicuramente una militanza che dopo la Grande Guerra fu anche “rivoluzionaria” . La giovane età degli schedati nel biennio rosso testimonia inoltre un’adesione generazionale ai partiti proletari. Le destinazioni di Oltreoceano dell’emigrazione politica indicano probabilmente il riferimento che il paese aveva con quella della povertà dei decenni precedenti.
Si potrebbe continuare, e soprattutto approfondire … Ai giovani sampietrini che hanno piacere di scoprire la loro storia il compito.
| Nome | Anno di nascita | Nato a | Residente a | Schedato come | Professione | Annotazioni | Durata schedatura |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Aiello Giovanni | 1904 | San Piero Patti | Palermo | socialista | marittimo | 1922-1937 | |
| Aiello Giovanni | 1904 | San Piero Patti | Palermo | socialista | marittimo | 1922-1937 | |
| Aiello Giuseppe Angelo | 1900 | San Piero Patti | Messina | comunista | ingegnere | 1920-1942 | |
| Aiello Salvatore | 1890 | San Piero Patti | Salerno | comunista | capitano di lungo corso | 1923-1936 | |
| Aiello Santi | 1898 | San Piero Patti | Napoli | comunista | impiegato ragioniere | diffidato | 1926-1938 |
| Aiello Santo | 1858 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | commerciante | 1920-1942 | |
| Alessandro Pasquale | 1872 | San Piero Patti | socialista | muratore | 1921-1942 | ||
| Ardiri Giuseppe | 1891 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | contadino | 1921-1942 | |
| Beninato Vincenzo | 1872 | San Piero Patti | San Piero Patti | socialista | avvocato | 1896-1943 | |
| Biondo Rosario | 1903 | San Piero Patti | America Meridionale | antifascista | contadino | 1931-1931 | |
| Bongiovanni Angelo | 1882 | San Piero Patti | comunista | contadino | 1922-1925 | ||
| Bongiovanni Carmelo | 1892 | San Piero Patti | comunista | contadino | 1922-1927 | ||
| Caffarelli Giuseppe | 1900 | San Piero Patti | America Meridionale | antifascista | contadino | 1922-1931 | |
| Cannizzo Antonino | 1883 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | scalpellino | 1921-1942 | |
| Corica Antonino | 1867 | San Piero Patti | Messina | socialista | medico | 1900-1942 | |
| D'Amico Gaetano | 1901 | San Piero Patti | Venezia | comunista | studente universitario | 1923-1927 | |
| De Luca Angelo | 1886 | San Piero Patti | San Piero Patti | socialista | fotografo | 1911-1925 | |
| De Luca Giuseppe | 1897 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | bracciante | 1921-1927 | |
| Di Blasi Angelo | 1895 | San Piero Patti | Messina | socialista | pittore | 1922-1942 | |
| Di Blasi Antonio | 1865 | Montagnareale | San Piero Patti | socialista | bracciante | 1922-1942 | |
| Di Blasi Nicolò | 1887 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | contadino | 1921-1942 | |
| Falcone Antonino | 1890 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | contadino | 1921-1925 | |
| Fiore Giuseppe | 1897 | San Piero Patti | comunista | calzolaio | 1922-1927 | ||
| Formica Salvatore | 1892 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | scalpellino | 1921-1925 | |
| Forzano Giovanni | 1900 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | cameriere | 1922-1942 | |
| Forzano Pietro | 1881 | San Piero Patti | San Piero Patti | socialista | sarto | 1921-1925 | |
| Geraci Antonio | 1882 | San Piero Patti | Stati Uniti d'America | socialista | calzolaio | iscritto alla Rubrica di frontiera | 1930-1942 |
| Gorgone Antonino | 1884 | San Piero Patti | socialista | bracciante | 1922-1925 | ||
| Gugliuzzo Angelo | 1860 | San Piero Patti | Messina | socialista | impiegato | 1896-1942 | |
| Gugliuzzo Angelo | 1863 | San Piero Patti | Palermo | socialista | insegnante | 1894-1929 | |
| Gugliuzzo Antonio | 1873 | San Piero Patti | socialista | possidente farmacista | 1920-1925 | ||
| Gugliuzzo Biagio | 1869 | San Piero Patti | San Piero Patti | socialista | scalpellino | 1921-1942 | |
| Gugliuzzo Giuseppe | 1898 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | 1921-1925 | ||
| Guidara Giuseppe | 1885 | San Piero Patti | San Piero Patti | socialista | contadino | 1922-1925 | |
| La Torre Antonino | 1871 | San Piero Patti | San Piero Patti | socialista | bracciante | 1921-1942 | |
| Lanzellotti Giuseppe | 1899 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | muratore | 1922-1942 | |
| Laquidara Antonino | 1899 | San Piero Patti | comunista | muratore | 1921-1925 | ||
| Lo Presti Cosimo Gaetano | 1871 | San Piero Patti | San Piero Patti | socialista | industrioso | 1920-1942 | |
| Lo Presti Cosma | 1874 | San Piero Patti | San Piero Patti | socialista | scalpellino | 1920-1942 | |
| Lo Presti Paolo | 1882 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | falegname mugnaio | 1922-1942 | |
| Mastrantonio Antonio | 1896 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | marmista | 1922-1930 | |
| Mastrantonio Nunzio | 1894 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | guardia rossa | 1922-1925 | |
| Mastrantonio Sebastiano | 1895 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | marmista | 1920-1931 | |
| Messina Vincenzo | 1902 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | scalpellino | 1922-1941 | |
| Mondello Carmelo | 1870 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | contadino | 1921-1942 | |
| Muscarà Andrea | 1894 | Librizzi | San Pie ro Patti | antifascista | carbonaio | denunciato per offese al capo del Governo | 1927-1943 |
| Natoli Salvatore | 1892 | San Piero Patti | Palermo | comunista | calzolaio | diffidato | 1929-1940 |
| Pagano Francesco Placido | 1900 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | stagnino | 1921-1927 | |
| Paolillo Orazio | 1898 | San Piero Patti | Filadelfia - Stati Uniti d'America | comunista | bracciante | iscritto alla Rubrica di frontiera | 1921-1940 |
| Pino Salvatore | 1894 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | meccanico | 1921-1925 | |
| Pintaudi Salvatore | 1895 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | falegname | 1921-1925 | |
| Pirri Andrea | 1894 | San Piero Patti | Milano | socialista | medico | denunciato al Tribunale speciale | 1931-1940 |
| Pirri Giovanni | 1869 | San Piero Patti | Milano | socialista | dottore medico | 1896-1930 | |
| Romano Salvatore | 1897 | San Piero Patti | Canneto (ME) | comunista | manovale | ammonito | 1921-1938 |
| Romano Tommaso | 1894 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | 1922-1925 | ||
| Schepis Vincenzo | 1890 | San Piero Patti | San Piero Patti | socialista | fabbro ferraio | confinato ammonito | 1920-1942 |
| Spinella Carmelo | 1894 | San Piero Patti | San Piero Patti | comunista | calzolaio | 1922-1925 | |
| Tricoli Antonino | 1891 | San Piero Patti | Argentina | comunista | contadino falegname | iscritto alla Rubrica di frontiera | 1921-1940 |
| Tricoli Giuseppe | 1894 | San Piero Patti | Raccuia | comunista | contadino mugnaio | 1923-1938 | |
| Zuco Giovanni | 1872 | San Piero Patti | Messina | antifascista | capo stazione ferroviario impiegato privato | 1929-1938 |
I signori di San Piero
Come si può vedere del resto dalla piccola bibliografia suggerita nella pagina principale, la ricerca storica non ha prodotto negli ultimi venti anni e passa alcunché di nuovo, e anche in precedenza i contributi erano stati assai limitati. L'opera corposa di Giuseppe Argeri, Storia di San Piero Patti, del 1984 è il riferimento obbligato per molte notizie storiche di questa nuova pagina. Certo è però che essa mostra l'impronta di una storiografia ben altrimenti datata (e nonostante l'opera meritoria del vecchio professore di cui conservo ancora vivo il ricordo). Già all'epoca della pubblicazione l'opera dello storiografo era assai lontana dall'essere il frutto di un metodo storico scrupoloso e attuale, anche se rileggendo ancora quelle pagine si coglie tutto il suo amore per il paese. Pesano le insufficienze nell'interpretazione degli eventi e gli eccessi nella magnificazione delle persone, quasi l'intento fosse agiografico, e soprattutto la scarsa attenzione ai fatti del Novecento, del primo Dopoguerra in particolare e a quelli che ne conseguirono, che pure il professore Argeri aveva vissuto.
L’elenco che segue è tratto da quel lavoro, che ricostruisce parte delle vicende più remote del borgo attraverso le “signorie” che si sono succedute nei secoli, a cominciare dalla metà del XIII° secolo per finire con l’abolizione della feudalità in Sicilia all’inizio dell’Ottocento. Argeri ricostruisce con puntualità le successioni e dove può cita le fonti da cui deduce date e nomi, arricchendo il tutto con annotazioni e soffermandosi su episodi e personaggi che alla luce delle sue conoscenze storiche gli appaiono maggiormente significativi. L’elenco qui riportato è solo la sintesi di una parte importante di quel lavoro, forse la più significativa, e ad essa si rimanda chi volesse approfondire l’argomento.
Nel 1061 cessò la dominazione araba sulle terre di San Piero sopra Patti ad opera dei soldati del “Gran Conte” normanno Ruggero d’Altavilla. Le operazioni belliche contro gli arabi ad opera dei condottieri cristiani durarono fino al 1092. Insieme alla restituzione al Cristianesimo europeo delle terre di Sicilia, l’effetto più immediato, evidente e importante della conquista normanna fu l’introduzione del sistema feudale anche in queste terre che erano state romane e bizantine fino all’arrivo degli arabi, e quindi non abituate a quel regime, che annodava pubblico e privato insieme. Per il paese di San Piero furono sicuramente anni di grandi cambiamenti, a cominciare dal fatto che sul suo territorio Ruggero lasciò un gran numero di soldati che erano corsi a rinserrare le fila cristiane, inviati in suo aiuto dada diversi signori dell’Italia settentrionale e in particolare da quello del Monferrato. Con il passare del tempo costoro e altri sopravvenuti coloni fusero la loro parlata con quella degli abitanti del luogo dando origine al caratteristico idioma gallo-italico che contraddistingue gli abitanti di San Piero. Finché visse Ruggero e per circa un secolo e mezzo ancora, San Piero rimase terra demaniale. Argeri fa risalire questa condizione direttamente alla volontà del Conte, ma il richiamo alla tradizione appare debole e forse il tutto fu dovuto in origine alla presenza dei soldati. La cosa poco importa comunque e quello che conta è che la Universitas di San Piero reggesse le sorti delle persone e delle cose sul nostro territorio, rispondendo del suo operato ai sampietrini e alla corte di Palermo.
Morto Federico II° nel 1250 il suo successore, Corrado, cedette però nel 1252 il territorio di San Piero agli eredi del Giudice Giovanni De Manna. Con questo provvedimento ebbe inizio la lunga sequela dei signori di San Piero, che con le brevi interruzioni e i mutamenti dinastici che vedremo giunse fino all’età che gli storici amanti delle periodizzazioni definiscono Età contemporanea.
- Signoria degli eredi del Giudice Giovanni De Manna, Gualtiero e Giuliano, e dei loro successori (1252 – 1296). I De Manna, persone “ricchissime e ragguardevolissime” possedevano feudi in molte località della Sicilia. Ebbero il possesso di San Piero sotto lo svevo Corrado I° e a San Piero attraversarono, tra alti e bassi, la dominazione angioina per approdare a quelle dei primi re aragonesi. (Per maggiori dettagli si può vedere, anche in Internet, il Repertorio della feudalità siciliana).
- 1297. Federico II° d’Aragona riaggrega San Piero al demanio togliendolo ai De Manna (“nostrae benignitatis gracia homines ipsos et eandem Terram Sancti Petri volumus sub nostro felici demanio atque dominio de cetero permanere, ita quod dicta Terra in Baroniam nemini de cetero per nostram Curiam concedatur…”).
- Berengario Orioles. Qualche anno dopo (non si conosce la data esatta, ma non oltre il 1320) Federico II° investe Berengario (primo) barone di San Piero, titolo che gli permetteva di sedere nella Camera dei Pari di Sicilia. Berengario, di origine spagnola e forse di nobile stirpe gotica, fu anche barone di Raccuja e Governatore di Taormina.
- Manfredo Orioles Chiaramonte. Figlio di Berengario e di Giovanna Chiaramonte. Si alternava con il fratello Giovanni nella baronia di San Piero. Quest’ultimo fu ucciso dai sampietrini ribellatisi alle angherie signorili, mentre Manfredo riuscì a scampare e non fece più ritorno a San Piero. (Sulla data dell’episodio e su quelle immediatamente successive non c’è sufficiente attendibilità, ma qui si riportano quelle del lavoro di Giuseppe Argeri, per ragioni di opportunità).
- 1353. Re Federico riconosce l’autogoverno dei sampietrini e la legittimità della loro ribellione.
- 1356. A dicembre Re Federico III° viene a San Piero e per l’occasione rinnova l’Universitas. L’11 dicembre 1356 il Re riaggrega San Piero al Demanio regio.
- 1371. Re Federico III°, per la fedeltà dei sampietrini, restii a unirsi a coloro che si erano ribellati alla sua autorità, ribadisce l’appartenenza di San Piero al Demanio e trasferisce alla Universitas tutti i beni degli Orioles (“…Acclamantes fideliter nomen nostrum, habuerunt ad refugium maiestatis nostrae recursum …”). Fino alla morte del Re San Piero rimane terra demaniale.
- Sotto Maria, salita al trono sotto tutela del conte Artale di Alagona, San Piero torna in feudo al terzo barone Orioles, Berengario Orioles Lanza, figlio di Manfredo e di Giacoma Lanza dei baroni di Ficarra. A Berengario ribelle nel 1393 vengono confiscati i feudi di San Piero e di Raccuja. Con atto di remissione del 1396 Berengario rientra nelle grazie di Re Martino e ottiene la restituzione dei feudi. A lui si deve la costruzione della tonnara di San Giorgio.
- Manfredo Orioles Alagona (quarto barone). Figlio primogenito di Berengario e di Isabella d’Alagona, consanguineo della famiglia reale, investito della baronia di San Piero nel 1418. Sposò Isabella Pullicino, figlia del barone di Tortorici.
- Berengario Orioles Pullicino (quinto barone). Figlio di Manfredo e di Isabella, investito barone di San Piero nel 1453. Sposò Biancaflora Valguarnera, figlia del barone di Assoro.
- Pietro Sancio Orioles Valguarnera (sesto barone). Figlio di Berengario e Biancaflora, sposò donna Tonna Staìti, figlia del conte di Caltabellotta. Investito barone di San Piero nel 1479. A causa della premorienza di tutti gli eredi si dovette reinvestire altre due volte del titolo.
- Alfonso Orioles Staìti (settimo barone). Figlio di Pietro, ebbe per donazione del padre la baronia di San Piero. Sposò in prime nozze Caterina Santapau Filingeri e in seconde Antonia Vaguarnera di Assoro. Mori presto e senza figli e la baronia tornò al padre, che la donò alla figlia Cecilia.
- Cecilia Orioles Staìti (ottavo barone). Sposò Ponzio Santapau, marchese di Licodia e principe di Butera. Morì senza figli e la baronia tornò al padre.
- Pietro Sancio Orioles Valguarnera (nono barone). Reinvestito ancora una volta barone di San Piero il 22 gennaio 1517.
- Pietro Orioles Pullicino (decimo barone). Erede per testamento del nipote Pietro Sancio, si investì del titolo il 5 gennaio 1519. Ex frate, sposò dopo il titolo Beatrice Romano Colonna, figlia del barone di Cesarò.
- Gian Tommaso Orioles Romano (undicesimo barone). Figlio primogenito di Pietro, si investì del titolo il 5 ottobre 1524. Sposò Ramondetta Moncada, figlia del conte di Adrano.
- Mariano Orioles Moncada (dodicesimo barone). Figlio primogenito di Gian Tommaso e barone di San Piero dall’11 novembre 1551. Sposò Anna Gaetani.
- Cesare Orioles Gaetani (tredicesimo barone). Primogenito di Mariano e investito barone di San Piero il 19 agosto 1558. Sposò Lucrezia Branciforte, figlia del barone di Raccuja. Sotto di lui ebbero inizio i lavori del Convento e della Chiesa del Carmine.
- Orazio Orioles Branciforte (quattordicesimo barone). Figlio primogenito di Cesare e barone dal 1° novembre 1599. Sposò Maria Moncada, figli del barone di Tortorici. A seguito della possibilità di vendita del c. d. “mero e misto impero” (ossia la capacità di amministrare la giustizia civile e penale insieme) introdotta da Filippo III di Spagna acquistò tale potere.
- Girolamo Orioles Moncada (quindicesimo barone). A seguito della donazione di suo padre Orazio, si investì del titolo il 30 ottobre 1628. Il 18 marzo 1646 vendette al cognato Bartolomeo Caccamo la terra e la baronia di San Piero davanti al Tribunale della Regia Gran Corte per il prezzo di quarantamila onze.
- Bartolomeo Caccamo, marito di Felicia Orioles Moncada, sorella di Girolamo. Non si investì mai del titolo di barone di San Piero. Si ricorda per il suo governo saggio e giusto e per l’intenzione di costituire una insigne “Collegiata”, cui legò una importante somma testamentaria.
- Vincenzo Caccamo Orioles (sedicesimo barone). Figlio di Bartolomeo, a seguito della donazione paterna si investì barone di San Piero il 25 maggio 1655. Morì celibe a Palermo qualche anno dopo.
- Giuseppe Caccamo Orioles (diciasettesemo barone). Fratello di Vincenzo, dopo la sua morte il 28 gennaio 1661 si investì barone di San Piero. Sposò la cugina Aloisa Orioles La Cerda. Il suo nome è legato alla bella fontana di San Vito.
- Bartolomeo Caccamo Orioles (diciottesimo barone). Figlio primogenito di Giuseppe e barone dal 16 dicembre 1688. Sposò Antonina Branciforte Caccamo, figlia del principe di Villanova.
- Antonia Caccamo Branciforte in Corvino (diciannovesimo barone). Figlia primogenita di Bartolomeo, barone di San Piero dal 6 ottobre 1738. Sposò Blasco Corvino Migliaccio, principe di Mezzojuso.
- Domenico Corvino Migliaccio Caccamo Orioles (ventesimo barone). Figlio primogenito di Antonia, si investì del titolo il 24 gennaio 1742. Sposò Donna Filingeri Gravina figlia del Marchese di Lucca. Sotto di lui si realizzò finalmente l’”insigne collegiata”.
- Girolamo Corvino Filingeri (ventunesimo barone). Figlio primogenito di Domenico, si investì del titolo il 20 maggio 1783. Sposò Melchiorra Oneto Gravina, figlia del duca di Sperlinga. Morì nel 1807 a Palermo.
- Francesco Paolo Corvino Filingeri. Fu l’ultimo possessore della terra di San Piero, essendo succeduto ai fratelli Girolamo e Vincenzo, morti senza figli, e al fratello sacerdote, Salvatore. Non ebbe mai l’intenzione di investirsi della baronia, apparendo figlia dei tempi e ormai prossima l’abolizione della feudalità in Sicilia, che avvenne effettivamente nel 1812, su pressione degli inglesi, in Sicilia per “proteggere” Ferdinando IV°.
Francesco Paolo Corvino Filingeri morì ottantaduenne, celibe, a Palermo, dopo una vita “tranquilla e piena di agi”, lasciando come suo erede universale il cavaliere Francicanava di Siracusa. Costui sfruttò per quanto poté i beni di San Piero, senza mai visitarli e, soprattutto, gravandoli di numerosi debiti, per i quali furono accese varie ipoteche. I suoi eredi, pagati i debiti, alienarono i molti beni che ancora restavano dell’eredità dell’ultimo barone di San Piero sopra Patti