Cenni storici: Normanni
I normanni giunsero nell'Italia meridionale all'inizio dell'XI secolo. Tuttavia non è certo né come né perché questi soldati, per lo più mercenari di professione, dal Nord della Francia arrivarono a combattere negli estremi lembi delle terre d'Italia. Nelle file di queste guerrieri, noti per lo spirito di avventura, il coraggio e l'abilità che dimostravano in guerra, si distinsero gli undici fratelli Altavilla con i propri seguaci. Tra questi vi era Roberto detto il Guiscardo, uomo ambizioso e guerriero impavido, come tramandano le cronache. Dopo la vittoria di Melfi si aprirono loro la strada verso la Puglia e la Calabria e Roberto coltivò un piano ambizioso che lo voleva signore di un grande stato nell'Italia meridionale.
Dopo gli iniziali contrasti il Guiscardo si alleò con papa Leone IX rinunciando a Benevento, precedentemente conquistata. Nel 1059 sottoscrisse l'accordo di Mesi accordò con papa Nicolò II ottenendo, tra l'altro, l'investitura come duca di Puglia e Calabria, a fronte dell'obbligo di riconoscersi suo vassallo, e con la prospettiva di fare lo stesso con la Sicilia araba, per la quale il papa rivendicava il diritto di signoria feudale disconoscendo l'autorità religiosa di Nel 1061 Ruggero, fratello di Roberto, sbarcò in una Sicilia politicamente divisa e in tre anni sottomise al suo potere tutta la parte nord-orientale dell'isola. La conquista completa durò trenta lunghi anni: Noto, ultimo baluardo della Sicilia musulmana, si arrese solo nel 1091.
Il Regnum del "Gran Conte" Ruggero, la cui opera lungimirante fu continuata Costantinopoli dal successore Ruggero II e dai suoi figli, fu considerato, com'è noto e per molti versi, un modello senza uguali in Europa: per la convivenza e l'accorto governo di culture tra loro molto diverse (latini, greci, ebrei e saraceni convivevano nel rispetto delle loro fedi e tradizioni secondo l'amministrazione normanna), per lo splendore della corte, dell'arte e dell'architettura, per il fiorire dell'economia, ecc.
Un secolo dopo, con la morte di Guglielmo II nel 1189, la dinastia si avviò al tramonto. Al trono successe la zia Costanza, sposa di Enrico Hohenstaufen, il futuro imperatore Enrico VI, ma sul trono reale i baroni misero Tancredi, un Altavilla nipote illegittimo di Guglielmo. Morto Tancredi, gli succedette il figlio Guglielmo III, ma nel 1194 Enrico sbarcò a Messina: la flotta siciliana non fece nulla per fermarlo e Messina accolse i tedeschi con entusiasmo.