Testimonianze storiche e artistiche: Nebrodi

La catena dei Monti Nebrodi appartiene al così detto Appennino Siculo, continuazione geologica nella Sicilia settentrionale dell'Appennino Calabrese, formata da est a ovest dai Monti Peloritani, dai Nebrodi appunto, e dalle Madonie. Il paesaggio naturale è caratterizzato da evidente asimmetria dei versanti, da ricchissima vegetazione lungo tutto il versante nord e da numerosi ambienti umidi sulle sommità. I rilievi e i declivi sono per lo più dolci, dovuti alla presenza di estesi banchi di rocce argilloso-arenacee per la maggior parte della superficie, mentre nei casi in cui predomina il calcare, soprattutto nella zona di S. Fratello e delle Rocche del Crasto, il paesaggio è aspro e i profili rocciosi variamente irregolari. L'esteso versante nord presenta per lo più vaste terrazze sommitali e ampie vallate solcate da molte fiumare che sfociano nel Tirreno, con grandi superfici boscose, molti delle quali all'interno dell'omonimo Parco Regionale dei Nebrodi. I boschi e l'esposizione incidono notevolmente sul clima del territorio, che si caratterizza per avere, diversamente dalla costa e dal resto della Sicilia, inverni lunghi e rigidi, frequentemente innevati, ed estati calde ma non afose, con una temperatura media annua ed estiva molto più bassa che altrove. Il patrimonio naturalistico è particolarmente ricco, con specie arboree endemiche, come l'abete dei Nebrodi, ed essenze che vanno dalla più tipica macchia mediterranea alle conifere e ai boschi di latifoglie. Ricca la fauna selvatica, pur in un territorio fortemente antropizzato. La massima altitudine si raggiunge col Monte Soro (1847 m.), ma molte sono le cime che superano i 1300 metri.