Cenni storici: i baroni Orioles

La nobile famiglia che ha legato per secoli il suo nome alla signoria di San Piero - vedi a proposito la pagina "Storia:qualcosa di più" - era originaria della Spagna, "da' castelli Arriols ed Orriols, corrottamente appo noi Orioles". La famiglia si voleva diretta discendente di re goti e passò in Sicilia sotto gli Aragonesi: "Un Beringario figlio di Bernardo celebre nelle guerre di Spagna la trapiantò in Sicilia accompagnando rè Pietro d'Aragona". Il sovrano aragonese lo ricompensò per i suoi servigi militari assegnandogli "il castello e la terra di Sampiero sopra Patti, la terra di Raccuja ed il governo e la castellania di Taormina". La signoria di San Piero diede il diritto agli Orioles di sedere nel Parlamento siciliano, e successivamente furono dati loro Raccuja, altri feudi e il privilegio di fondare la tonnara di S. Giorgio.

Fra gli appartenenti alla nobile famiglia si ricordano nei secoli successivi diverse figure: un Berengario, barone di S. Piero sopra Patti, fu stratigoto di Messina nel 1403, un Pietro fu senatore di Palermo nell'anno 1573-74 e capitano di giustizia della stessa città nel 1582-83, altri furono senatori a Palermo nei decenni successivi. Si ricordano anche un Gaspare, conte della Bastiglia e cavaliere d'Alcantara, letterato e mecenate, autore di varie poesie siciliane, e un Federico, giureconsulto, giudice del Concistoro 1713, che lasciò importanti manoscritti.

Dal XVI° secolo la famiglia si divise in vari rami: un Corradino diede origine ad una serie di baroni di Cabica (presso Agrigento); un Giambattista, barone di Fontanafredda, a quella dei baroni di Giancascio (oggi comune di Joppolo Giancaxio, in provincia di Agrigento); un Gianfrancesco diede origine ai baroni del Comiso, poi conti della Bastiglia; una Margherita fu investita primo principe di Roccapalumba; una Felicia, figlia d'Orazio, barone di Sampiero, al ramo dei principi di Castelforte; un Pietro Orioles e Moncada alla serie dei baroni di Gattaino e Forestavecchia; infine un Cado, barone di Mancina, alla linea degli attuali baroni Orioles, rappresentati in Palermo da un Carlo Orioles e Natoli barone di Mancina.

I baroni Orioles introdussero e patrocinarono fin dai primi secoli della loro baronia in San Piero il culto della Madonna della Catena, alla cui chiesa palermitana furono sempre particolarmente legati.

L'arma della famiglia, secondo il diploma di re Alfonso d'Aragona concesso a Beringario, è di rosso, al leone d'oro coronato dello stesso, rampante contro un monte di tre cime pure d'oro, movente dall'angolo destro della punta, successivamente sormontata da corona principesca. L'arma è riportata nel quarto superiore destro dell'attuale stemma del Comune di San Piero Patti.