Ambiente e natura
Resiste ancora alle piene torrentizie, in contrada Pigno, l'antico ponticello che scavalca il torrente Urgeri, detto "u puntittu". In ambiente montano si possono osservare alcuni "tholos", piccole costruzioni a pianta circolare in pietra utilizzate un tempo come ricovero dai pastori. Possono essere notati anche dal visitatore frettoloso che percorra la provinciale che porta alla statale 120, in località Taffuri. Singolare invece il palmento medievale a due livelli scavato nella roccia, osservabile in località Mindozzo.
Fra i beni più importanti vi sono certamente infine quelli di genere demo-etno-antropologico, in via di progressiva scomparsa essendo destinati ad essere sostituti sempre di più da manufatti moderni. Anche in questo caso sarebbe necessaria la loro catalogazione secondo le regole date a livello ministeriale (o almeno un loro censimento), e soprattutto la loro tutela e conservazione nell'ambito di una istituzione museale di tipo etnografico (ci sono oramai diverse realtà di questo genere nel territorio dei Nebrodi, anche se la loro "qualità" è spesso assai modesta). Meglio ancora sarebbe realizzare un'istituzione culturale di natura ecomuseale, che oltre alla struttura espositiva museale principale - da realizzarsi secondo gli approcci più moderni in materia (e senza la sciatteria che a volte si vede altrove in questo campo) - possa riguardare le importanti tracce di cui è disseminato ancora l'intero territorio comunale. Il lavoro iconografico realizzato nel 1980 da Silvia Genovese e Nuccio Caruso sul mondo contadino avrebbe meritato ben altro seguito, ma alle amministrazioni comunali di quel tempo era chiedere troppo. Oggi, forse, con il contributo di tutti i sampietrini, certe cose si possono fare.