Meda e il mobile

Anche il visitatore frettoloso, che viene a Meda per poche ore o che l'attraversa recandosi altrove, non può fare a meno di osservare come intorno a lui tutto parla di lavoro e di impresa, un intero mondo legato al mobile e all'arredamento: esposizioni, industrie dal marchio conosciuto, scuole, edifici, ecc.

La diversificazione produttiva degli ultimi decenni ha reso il tessuto economico medese una realtà quanto mai ricca e differenziata ma, pur potendo contare su industrie di ogni genere e su un terziario significativo, Meda rimane comunque caratterizzata da questo settore di assoluta eccellenza che la rende giustamente famosa. Tale ambito offre oltremodo al turista attento anche diversi motivi di interesse, a cominciare dalle numerose esposizioni aziendali, che non rappresentano solamente i luoghi dove poter acquistare arredi e complementi di sicura qualità, ma che spesso deliziano la vista con splendidi esempi di una maestria che si rinnova.

Chi arriva a Meda con il treno delle Ferrovie Nord Milano può già notare subito fuori dalla stazione come passato e presente del mobile siano qui profondamente intrecciati. Nonostante quello che è oramai il vero centro di Meda - in passato era area industriale a ridosso della ferrovia e ai margini dell'abitato - continui a subire profonde trasformazioni, negli edifici intorno alla stazione emergono alcune esemplari evidenze di un passato strettamente legato alla produzione mobiliera. All'inizio di via Indipendenza, a ridosso del passaggio a livello, sorge il palazzo Besana, ex-S.A.L.D.A., notevole esempio di sede imprenditoriale di prestigio costruita all'inizio del secolo scorso e poco più avanti, sulla sinistra, il bel palazzo delle Scuole Professionali, voluto a cavallo degli anni Trenta per ospitare gli allievi della scuola di Arte e Mestieri, luogo significativo perché vivaio importante per tutta la produzione mobiliera medese. Alle spalle della stazione si trova il vecchio stabilimento dei Fratelli Lanzani, la cui notevole produzione di sedie è invece quanto mai rappresentativa dello stile medese in questo campo, e accanto le omonime ville, esempio significativo di dimore signorili della prima borghesia industriale della città.

Lungo gli assi viari principali, ma anche in alcuni di quelli secondari, soprattutto nella parte nuova del paese, accanto agli stabilimenti dai marchi importanti che rimandano al più apprezzato design o a ben note campagne pubblicitarie, sorgono molte esposizioni di mobili d'arte e di complementi d'arredo degne del massimo interesse.

Al di là delle migliori vetrine, i luoghi dove il turista può comprendere cos'è veramente il talento medese e godere della vista di eccezionali manufatti sono le botteghe specializzate. È in esse, più che altrove, che continua la tradizione, spesso tramandata di padre in figlio, di abilissimi tappezzieri, intagliatori, decoratori, lucidatori, laccatori, doratori, intarsiatori. Utilizzando legni di pregio e materiali di grande qualità realizzano su ordinazione o di propria inventiva mobili pregiati e ogni altro complemento. Non è esagerato, anzi, definirne alcune come vere e proprie botteghe d'arte.

Infine nel quartiere di Meda Sud, in continua espansione a partire dagli anni Cinquanta, in via Tre Venezie, sorge l'istituzione che ha raccolto l'eredità della Scuola di Arte e Mestieri. Nel 1968 la scuola diventò statale e di lì a qualche anno fu regionalizzata a seguito del trasferimento di competenze alle nuove istituzioni. Qualificata come Centro di Formazione Professionale e intitolata all'architetto Giuseppe Terragni, ancora oggi che le competenze amministrative sono affidate alla Provincia di Milano la scuola mostra tutta la sua capacità di stare al passo con i tempi. È infatti considerata nel suo ambito un vero centro di eccellenza, e non solamente in Lombardia. Oltre ai tradizionali corsi legati alla produzione medese - falegname, tappezziere, decoratore - rivisitati e adeguati comunque a nuovi e più esigenti bisogni, la scuola offre un avanzato corso di restauro ligneo e policromo, destinato anche a qualificare specifiche professionalità nel campo della conservazione dei beni culturali. Al visitatore consigliamo vivamente di recarsi al CFP “G. Terragni”, talvolta aperto al pubblico in una sorta di “open day”, anche per apprezzare l'edificio che lo ospita, bello e razionale, soprattutto al suo interno, costruito di recente per far fronte finalmente alle mutate esigenze.